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giovedì 9 febbraio 2012

Juve, prova di forza: Caceres affonda il Milan in coppa

I bianconeri nell'andata della semifinale di Coppa Italia vincono a San Siro 2-1. Doppietta dell'uruguaiano, al debutto nella sua seconda avventura con la Vecchia Signora, cui replica solo momentaneamente El Shaarawy. Ritorno il 20 o 21 marzo a Torino.

A conti fatti, la soluzione è semplice: troppo forte la Juve per questo Milan. I bianconeri vincono l’andata della semifinale di Coppa Italia 2-1, per di più nella tana di San Siro, ipotecando così il passaggio del turno. La Juventus vince con saggezza, sfruttando le sue qualità, quelle che poi le permettono di comandare in serie A. Gestisce la partita, prende la mira, passa con Caceres e poi si fa raggiungere da El Shaarawy. Ma ci può stare. E poiché i ragazzi di Conte hanno fisico e tecnica in più, trovano la vittoria finale con uno straordinario numero dell’uruguaiano che al suo esordio nella seconda avventura bianconera infila una doppietta del tipo: e chi lo toglie più di squadra. Il Milan, zeppo di defezioni, le cerca tutte, ma alla fine deve arrendersi e rimandare la sfida a tempi migliori.
TURNOVER E OBBLIGHI — La solita frenetica Juve che corre, pressa e fa girare la palla. È il biglietto da visita formato Coppa Italia della squadra di Conte che rispetto alla gara con il Siena varia otto undicesimi di formazione. Storari gioca in porta; esordiscono Caceres e Padoin, mentre in attacco Del Piero fa coppia con Borriello. All’ampio turnover bianconero si contrappongono le scelte obbligate di Allegri, che deve rinunciare a 11 infortunati e allo squalificato Nocerino. Ma può schierare Ibra, libero dalle catene di campionato, con la speranza di poterlo utilizzare il prossimo 25 febbraio ancora contro i bianconeri. Gli affianca El Shaarawy e si affida a un trio molto orange: Seedorf trequartista, Emanuelson mezzala destra e il pretoriano Van Bommel davanti alla difesa.
PIU’ JUVE — Partita subito combattuta, in cui la Juve fa valere il suo possesso palla. Ma il primo spunto è di Seedorf con un destro dal limite che si perde a lato. Il Milan alza il baricentro con azioni orizzontali e al 17’ si avvicina al vantaggio. El Shaarawy riceve in area, supera Barzagli e cerca l’impossibile dalla linea di fondo. Si gioca a tutto campo. Nella Juve Estigarribia è il più vivace e Bonera ne soffre il ritmo. Ed è proprio il paraguaiano al 32’ a mettere a referto la prima occasione bianconera, con un rasoterra troppo largo. I ragazzi di Conte sulla scia spingono con forza e al 35’ Amelia dice di no al pallonetto chirurgico di Giaccherini, deviato da Mexes, alzandolo oltre la traversa. La Juve cavalca l’onda, e al 40’ è Van Bommel a risolvere un complicato teorema fermando la corsa di Borriello e Del Piero nell’area piccola. Ne risulta alla fine un primo tempo molto elaborato, gestito dagli uomini di centrocampo. Ibra? Dato per disperso. Come se fosse già squalificato.

BOTTA E RISPOSTA — Pimpante, invece, e perfettamente integrato nel gruppo Caceres che all’8’ porta in vantaggio la Juve. Contrasto tra Padoin e Thiago Silva al limite; la palla finisce a Borriello che carica il destro. Amelia respinge corto e Caceres insacca. Ibra risponde al 10’ con una punizione angolata respinta da Storari. Ma il vantaggio della Juve non è affatto casuale: la squadra di Conte gioca un buon calcio e applica una cattiveria che al Milan manca; quella esortata da Allegri dopo il crack con la Lazio e il pari con il Napoli. Si chiama anche cuore, come quello di Del Piero che irrompe centralmente e dalla distanza sfiora il palo alla destra di Amelia. La Juve sbaglia però ad arretrare favorendo il Milan che al 17’ coglie il pari, dopo l’ingresso di Robinho per Emanuelson. Alla sponda di Ambrosini, El Shaarawy replica con un piatto imparabile.

EXTRAORDINARIO CACERES — E Conte, che vuole la vittoria a tutti i costi, infila tre cambi. Prima sostituisce Del Piero e Borriello con Vucinic e Quagliarella, poi, dopo la rete annullata a Ibra per un fallo di mano, toglie Padoin per Marrone. Lo spunto dello svedese funziona però come vitamina, perché al 27’, con un guizzo, per poco il bomber rossonero non trova il vantaggio, ma Chiellini, con un tackle poderoso, mette in angolo. Al festival degli errori difensivi si aggiunge anche Ambrosini, che al 29’ si fa rubare palla da Vucinic, il cui tiro viene respinto da Amelia, che poi rimedia anticipando Quagliarella pronto a ribattere in rete. Il finale è un convulso tentativo di sfruttare le ultime energie, ma a discapito della lucidità sottoporta. La Juve sembra averne di più. Molta di più. Al 38’ Caceres recupera al limite una palla che dosa con immensa classe, trasformandola in una palombella che si infila nell’incrocio dei pali. Chapeau!

Coppa d'Africa: Coppa d'Africa, Zambia in finale se la vedrà con la Costa d'Avorio

Come al Mondiale 2010, Asamoah fallisce un rigore decisivo e il Ghana soccombe. Nell'altra semifinale tutto facile per Drogba e compagni, ben più dell'1-0.
Ghana favorito, Zambia in finale. Ghana che attacca, Zambia che segna. Questo il verdetto della prima semifinale della Coppa d’Africa, giocata a Bata sotto una pioggia intermittente. Nell'altra, verdetto rispettato: passa la Costa d'Avorio.

Ghana-Zambia 0-2
IL PRIMO TIRO —
Eroe del Chipolopolo è Emmanuel Mayuka, che Renard aveva lasciato sorprendentemente in panchina. Errore corretto nell’intervallo, gol decisivo inventato al 78’, quando il centravanti degli Young Boys si è appoggiato su Boye con intelligenza e ha lasciato partire un tiro a giro che Kwarasey ha solo toccato. Era il primo dello Zambia che centrava lo specchio della porta avversaria. Gol che ha sorpreso il Ghana, che aveva dominato senza costruire granché, praticamente nulla nella ripresa, e che non è stato capace di reagire, anche perché poco dopo lo svantaggio Boateng è stato espulso per doppia ammonizione.

CHE SPRECHI — Il primo tempo invece era scivolato via con sprechi massicci. Il Ghana ha cominciato buttando via un generoso rigore fischiato dall’arbitro algerino Benouza per fallo di Nkausu su Asamoah. Sul dischetto è andato Gyan, lo stesso che sbagliò contro l’Uruguay nei quarti del Mondiale, e Mweene gli ha parato il tiro. Ancora Gyan è stato fermato da Himoonde quando stava per calciare a botta sicura, poi al 35’ doppio scempio: prima Jordan Ayew ha lisciato la palla a due passi dalla porta di Mweene, quindi sul contropiede è stato Chris Katongo a calciare a lato un gran assist di Kalaba.

ESTASI E DELUSIONE — Lo Zambia va a Libreville e torna in finale per la prima volta dal ’94, quando a Tunisi perse contro la Nigeria, il Ghana, alla terza semifinale consecutiva, perde come nel 2008 e giocherà la finalina di consolazione a Malabo. Tutti vedevano le Black Stars già in finale, a Bata è andato in onda un altro film.


Costa d'Avorio-Mali 1-0

Sorpresa nella prima semifinale, tutto come previsto nella seconda. La Costa d’Avorio si conferma la squadra più solida di questa Coppa d’Africa e batte il Mali senza indugi, ben oltre ciò che può dire l’1-0 che ha chiuso la gara. L’ex Ascoli Francois Zahoui riporta la sua nazionale in finale per la prima volta dal 2006 (terza in assoluto), dopo l’eliminazione in semifinale nel 2008 e quella inattesa nei quarti due anni fa.

I PALI — Al 15’ gli Elefanti hanno già colpito due pali: il primo con un colpo di testa di Drogba con uscita a vuoto di Diakite su calcio di punizione di Tioté, il secondo con un tiro potentissimo di Yaya Touré dalla destra. In mezzo, anche una goffa parata di faccia del portiere maliano su punizione di Drogba. Un dominio assoluto, col Mali capace di farsi vedere dalle parti di Barry giusto in un paio di confuse occasioni.

GOL SPETTACOLARE — Costa d’Avorio troppo forte e i vantaggio con un gran gol di Gervinho. Alla fine del primo tempo l’attaccante dell’Arsenal anticipa nella sua metà campo lo sciagurato tackle scivolato di Berthe, difensore centrale in suicida avanscoperta. Palla tra le gambe dell’avversario e volata di 50 metri con il terzino disperso non si sa dove e tocco preciso sotto la linea del traguardo. Rete spettacolare, la prima di Gervinho in questa Coppa. Giresse se la prende con Berthe, ma non è che i suoi compagni gli abbiano dato una gran mano.

OCCASIONI SPRECATE — Nella ripresa la Costa d’Avorio ha controllato la gara con la sua straordinaria forza collettiva, creando e sprecando tanto. Su tutte un’occasione per Kalou, altre mancate da Drogba e Yaya Touré, coi deboli segni di reazione del Mali affidati giusto a un tiro alto di Yatabare.

FAVORITI — Il Mali non aveva fatto un solo gol nelle ultime 3 semifinali disputate e ha allungato la sua striscia negativa. Per la Costa d’Avorio 5 vittorie su 5 nel torneo, 9 gol fatti, nessuno incassato. Anche nella ‘Coppa delle sorprese’ gli Elefanti sembrano chiaramente favoriti per la finale di domenica contro lo Zambia. Il Mali giocherà contro il Ghana a Malabo (Guinea Equatoriale) sabato la finale di consolazione (o disperazione).

giovedì 26 gennaio 2012

Tim Cup: Napoli-Siena in semifinale, ecco le date della doppia sfida

Successo del Napoli per 2-0 ai danni dell'Inter che proietta gli azzurri in semifinale contro il Siena, che nel pomeriggio hanno battuto il Chievo per 1-0. Azzurri e toscani si affronteranno nella doppia sfida di andata e ritorno, in programma l'8 febbraio al Franchi e il 21 marzo al San Paolo.

Tim Cup: Napoli-Inter 2-0: super Cavani manda il Ciuccio in orbita! Ranieri mastica amaro, azzurri in semifinale col Siena

Gli azzurri di Walter Mazzarri centrano il traguardo delle semifinali, dove sfideranno il Siena di Giuseppe Sannino.

Sarà il Napoli a sfidare il Siena nella semifinale della parte bassa del tabellone di Coppa Italia. Al San Paolo, una doppietta di Cavani piega la resistenza dell’Inter, costretta ad abdicare dopo due successi consecutivi e ad un anno di distanza dal quarto di finale giocato proprio tra le due stesse squadre e sempre in casa degli azzurri. Partita nervosa, andata in crescendo col passare dei minuti. Meglio il Napoli nella prima parte, buona la risposta degli ospiti nella ripresa. Mazzarri respira dopo i passi falsi con Bologna e Siena, Ranieri interrompe la striscia di 8 successi consecutivi tra campionato e coppa.

FORMAZIONI – Giunti ai quarti, anche la Coppa Italia intriga i due allenatori. Mazzarri azzera il turnover con Zuniga preferito a Dossena sulla sinistra ed Inler confermato in cabina di regia al fianco di Gargano nonostante le ultime uscite in chiaroscuro. Davanti, l’ex di turno Pandev parte dalla panchina: nel 3-4-2-1 c’è spazio per i ‘tre tenori’ Hamsik, Lavezzi e Cavani.

Rispetto alle indiscrezioni della vigilia, è molto più vera del previsto anche l’Inter scelta da Ranieri. In porta c’è Castellazzi, Maicon e Chivu (Nagatomo è indisponibile) presidiano gli esterni con Samuel a far coppia con Ranocchia. Obi occupa la corsia mancina, Thiago Motta (squalificato con la Lazio) torna al suo posto vicino a Cambiasso. In attacco, il 4-4-1-1 offre il meglio possibile con Sneijder in appoggio a Milito.

PARTITA – Napoli in avanti, Inter a copertura della propria area con la speranza (quasi del tutto vana) di ripartire in contropiede. Il primo tempo scivola via noioso seguendo una trama abbastanza attendibile. Le due occasioni migliori capitano entrambe sui piedi dei padroni di casa, ma Castellazzi risponde alla grande sul destro a botta sicura di Maggio al 15’ e 4’ dopo la punizione di Gargano termina di poco a lato. Nerazzurri non pervenuti, nel finale anche un piattone di Aronica che col destro non impensierisce la porta avversaria.

Di tutt’altra consistenza i secondi 45’ dell’Inter, facilitati dall’intuizione di Ranieri di inserire Alvarez al posto di Obi. I nerazzurri partono bene, ma al 5’ un’ingenuità di Thiago Motta provoca il penalty realizzato da Cavani. Al 12’ è l’Inter a reclamare, ma Celi non vede il fallo di Maggio su Milito. A quel punto sale in cattedra Sneijder, che riscatta l’opaco primo tempo e sfiora il pari in un paio di occasioni. Ci provano anche Alvarez, Gargano e Zarate (brutto il suo errore da posizione favorevole), poi Cavani chiude i conti in contropiede in pieno recupero.

mercoledì 25 gennaio 2012

Tim Cup, primo verdetto: Juventus in semifinale.

I bianconeri battono 3 a 0 la Roma ed avanzano alle semifinali: segnano Giaccherini e Del Piero, al 90' autorete di Kjaer. Espulso Lamela nella ripresa per un calcio a Chiellini. Adesso aspettano la vincente tra Milan e Lazio.

La Juventus non si ferma più. Prima in campionato, imbattuta, avanza pure in Coppa Italia. Qualificandosi per la semifinale contro la vincente di Milan-Lazio di giovedì, grazie al 3-0 rifilato alla Roma allo Juventus Stadium. Gol di Giaccherini e Del Piero, autore di una rete fantastica, e uscito nel finale per il rientrante (con mascherina) Quagliarella con una standing ovation del pubblico come colonna sonora. Per il capitano primo centro stagionale, ma ha giocato con il contagocce. Nel finale tris su autorete di Kjaer. La Roma, reduce da 5 vittorie di fila tra campionato e Coppa Italia, ha preso una tramvata, a Torino. La Juve l'ha messa sotto sia sul piano del gioco che del risultato. E il cartellino rosso rimediato dal promettente Lamela è stato frutto di un gesto davvero brutto da vedere: un calcione a Chiellini a palla lontana. 

Conte: "Juve straordinaria. Del Piero, gol stupendo".
Il tecnico bianconero: «Chi ha giocato meno ed ha avuto meno soddisfazioni oggi ha risposto alla grandissima, merito di questi ragazzi che sono straordinari. Il gol di Alex? Finalmente, ha fatto un gol stupendo, ci provava da tempo. Lazio o Milan? Godiamoci questo successo».
Ad una domanda su Giaccherini, che ha sbloccato subito il risultato con un bel gol di sinistro, il tecnico risponde: «Tengo a tutti i miei ragazzi, io gli do fiducia, lui la merita, è una bellissima favola», riferendosi al passaggio in pochi anni dell'attaccante dalla serie C al Cesena e infine alla Juve. 

Luis Enrique: "Più o meno è la Roma che voglio".
Il tecnico giallorosso: «Non ho visto una squadra così inferiore alla Juve ma in questo tipo di partite i piccoli dettagli sono importanti, e oggi una palla lunga nel secondo gol e questi inserimenti hanno reso la nostra partita più difficile»

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