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giovedì 2 febbraio 2012

Super Bowl XLVI - Preview

Ormai mancano pochissimi giorni al tanto atteso Super Bowl XLVI ad Indianapolis.
A contendersi il titolo della NFL saranno i New England Patriots contro i New York Giants.
Inutile nascondere che nella mente di tutti gli appassionati di Football, la memoria ci riporta al Super Bowl numero XLII, quando le stesse franchigie si contesero il successo. Nella stagione 2007 i Patriots arrivarono imbattuti alla finale con un record stagionale di 16-0. Si prospettava la perfect season e il duo Brady-R. Moss in quell'anno sembravano fatti per distruggere record ed avversari.
Eppure accadde l'inaspettato trionfo dei Giants, dove con un ultimo drive da brivido ribaltarono risultato e pronostici per una vittoria leggendaria dei Newyorkesi. L'immagine di David Tyree che riceve la palla sopra il suo casco è diventata un' icona della NFL.

- Link --->  Highlights del Super Bowl XLII New England Vs New York Giants 

Oggi i Patriots non arrivano con lo strapotere del 2007, ma il loro attacco è sempre fenomenale, pur avendo cambiato lo stile e i bersagli a cui Brady lancia maggiormente. Se non fosse per Wes Welker i migliori ricevitori di New England sarebbero i 2 TE Gonkowski e Hernandez, che hanno realizzato tra season e playoff 21 e 8 touchdown per un totale di 29. Più della metà dei TD Pass lanciati da Tom Brady ovvero 45.
Rob e Aaron sono Tight End "moderni" bravi a bloccare e soprattutto eccezionali come ricevitori. In più la loro forza fisica spesso rende difficili i placcaggi, infatti non è raro vedere che più difensori siano necessari per fermare le loro avanzate. Questo fa si che anche con passaggi poco rischiosi e corti i guadagni diventino considerevoli.
Il gioco di corse di New England è affidato a BenJarvus Green-Ellis, running back non tra i top della lega, ma comunque un affidabile giocatore per le situazioni di down corti e per avere un running game credibile. Negli ultimi match di playoff, l'head coach Bill Belichick, ha fatto correre anche il TE Hernandez con ottimi risultati.
Se l'attacco per i Patriots è un reparto eccellente, non si può dire lo stesso per la difesa. Nella regular season era 31esima per yards concesse a partita, ben 411 di media. Nello specifico è contro i passaggi dove subiscono maggiormente.
Comunque il reparto difensivo seppur non al top, ha alcuni elementi di grande rilievo come: il Defensive Tackle Wilfork, il LB Mayo e il Cornerback Kyle Arrington.

New York sembra la classica predestinata, stagione tra alti e bassi fino a dicembre, poi nell'ultimo mese di regular season vittorie importanti. Soprattutto l'ultima contro i Cowboys che è stato un vero scontro diretto per accedere ai playoff come prima della NFC East. Certamente se sono arrivati alla postseason è anche grazie al crollo avuto da Dallas, ma se i Giants non fossero entrati in splendida forma nel finale non sarebbero comunque riusciti nel sorpasso.
La cavalcata di New York fino al Super Bowl ha visto vittorie di vario tipo. Il primo match li ha visti trionfare con facilità sui Falcons, poi superare al divisional i campioni in carica dei Green Bay Packers. Proprio questa vittoria secondo me ha dato a tutto l'ambiente quella carica e convinzione che potesse essere un' annata speciale. Nel championship si sono trovati di fronte uno dei team più forti e favoriti della lega, ovvero i 49ers. Questo è stato un incontro difficile e la vittoria arrivata solo nell' overtime ne è la conferma. L'importanza di aver battuto San Francisco sta tutta nell' aver dimostrato di poter battere un team completo, ottimo in difesa e con un attacco molto vario di opzioni. Oltretutto sia i Packers sia i 49ers sono stati battuti in casa loro, quindi anche il fattore campo non li ha fermati.
Su Eli Manning vanno spese parole di elogio per un eterno sottovalutato e costantemente raffrontato, in negativo, a suo fratello. Eppure è li al suo secondo Super Bowl in una stagione fantastica anche personalmente a livello di statistiche e rating.
Non va però dimenticato il running game di New York, che sulla coppia Jacobs e Bradshaw, riesce a produrre yards importanti a fine gara e sono sempre ottimi per chiudere i down corti.
Tra i ricevitori i nomi di spicco sono Victor Cruz al suo secondo anno e Hakeem Nicks al terzo, quindi affamati di successi. Oltre alle doti tecniche eccellenti hanno anche il basso profilo che rende il lavoro di Manning più facile e meno teso.
Il reparto difensivo Giants può contare su una difesa energica che ha la sua miglior dote nella pass rush. Justin Tuck e Osi Umenyira, sono i Defensive Ends che nessuna linea d' attacco vorrebbe aver di fronte, soprattutto i QB sanno che spesso verranno abbattuti con sacks pesanti.

Il Super Bowl XLVI sarà quindi disputato tra due team di grande spessore sia offensivo che difensivo. Il match può essere deciso soprattutto tra l'attacco dei Patriots e la difesa Giants. Infatti sarà da vedere quanto la pass rush di New York riuscirà a mettere sottopressione Tom Brady, in modo da non dare al QB numero 12 la possibilità di completare con facilità i pass verso i 2 TE. Se New England troverà la continuità nei propri drive difficilmente potranno essere superati nel punteggio. Quindi per New York sarà indispensabile un grande lavoro della difesa, per poi affidare a Eli Manning la guida verso l'ennesimo successo.
Il coach dei Patriots Bill Belichick, al suo quinto Super Bowl sa come si vincono queste partite che si preannunciano con scarti ridotti. Quindi non credo che proverà big play rischiosi, ma l'intento sarà quello di chiudere più drive possibili con segnature, anche se si tratteranno di soli Field Goal. La difesa almeno di sorprese non è in grado di arginare i Giants e quindi la necessità di un punteggio alto è l'unica soluzione possibile per una vittoria di New England.

- Link ---> Preview Super Bowl XLVI

____________________________________

---> Griglia Playoff NFL

---> Classifica NFL, Division per Division.
____________________________________
By nfl.com 

- PROGRAMMAZIONE SU ESPN AMERICA - Canale 214 di SKY.
(Orari Italiani)

Domenica Notte 5 Febbraio:- Ore 00:00 New York Giants Vs New England Patriots

Domenica 5 Febbraio:- Ore 16:00 Lungo Countdown verso il Super Bowl XLVI



PROGRAMMAZIONE SU SPORTITALIA - Digitale Terrestre (commento in Italiano).
(Orari Italiani)


Domenica Notte 5 Febbraio: (SportItalia 2)
- Ore 00:00 New York Giants Vs New England Patriots

Domenica 5 Febbraio:
- Ore 20:30 Serie di servizi in attesa del Super Bowl XLVI





 

Coppa d'Africa: Ghana, capolavoro di Badu. Il Mali fa fuori il Botswana

Il giocatore dell'Udinese regala una perla che vale l'1-1 contro la Guinea. Dembele e Keita portano ai quarti i maliani.

Ghana e Mali avanti tutta. Gli ultimi responsi, quelli del Gruppo D, sono arrivati in serata al termine di due partite intense. Ma la giornata di oggi verrà ricordata soprattutto per il gol capolavoro del ghanese, in forza all'Udinese, Emmanuel Badu. Una rete al volo, da circa 25 metri, che ha fatto impazzire lo stadio di Franceville. A casa il Botswana, 3 sconfitte in altrettanti incontri, battuto dal Mali che in virtù del successo scavalca la Guinea.


Ghana-Guinea 1-1 - Partita molto piacevole tra le Black Stars, determinate a mantenere il primo posto in classifica e ad evitare la sfida nei quarti contro i padroni di casa del Gabon, e la Guinea, che solo con una vittoria avrebbe potuto alimentare sogni di qualificazione. Al 28' vantaggio ghanese con Badu, che sugli sviluppi di un angolo ha ricevuto palla da Inkoom, colpendola di destro al volo e infilandola sotto l'incrocio dei pali da circa 25 metri. Sul finale del primo tempo il giovane attaccante del Sochaux, Abdul Camara, che supera Kwarasey con un preciso sinistro riaccende le speranze della Syli National. Nella ripresa la Guinea prova qualcosa in più, ma perde al 70' il difensore Mahmadou Bah per doppia ammonizione (brutta l'entrata del secondo giallo sull'altro giocatore dell'Udinese Kwadwo Asamoah). A quel punto i ghanesi hanno buon gioco e in superiorità numerica controllano la partita senza ulteriori rischi. Gli uomini di Stevanovic chiudono al primo posto e nei quarti sfideranno la Tunisia il 5 febbraio a Franceville alle ore 20.


Botswana-Mali 1-2 - Nulla da fare per il Botswana che perde anche la terza partita della sua prima volta in Coppa d'Africa. E dire che le cose erano iniziate nel modo giusto con grande aggressività. Dopo un primo tempo equilibrato il vantaggio è arrivato al 51' con Ngele, che sfrutta un cross di Moemedi e non dà scampo a Oumar Sissoko. La reazione maliana non si fa attendere, perché appena 5 minuti dopo Dembele pareggia i conti su incertezza del portiere Marumo e al 74' sale in cattedra il centrocampista del Barcellona Keita, che duetta splendidamente con Cheick Diabate e trova la rete che vale vittoria e qualificazione. Nei quarti il Mali affronterà il Gabon il 5 febbraio alle ore 17 a Libreville.

Coppa di Francia: Marsiglia in finale

In Francia era in programma la seconda semifinale di Coppa di Lega. Il Marsiglia, eurorivale del Milan negli ottavi di Champions League, raggiunge per la terza volta consecutiva la finale di questa competizione. Lo fa battendo 2-1 il Nizza e il 14 aprile contenderà il trofeo al Lione. Reti di Remy e Brandao per l'Olympique, di Mounier il gol del momentaneo pareggio del Nizza. Un espulso per parte: Valbuena e Dja Djedje.

Copa del Rey: Messi, dischetto rosso Barça pari al Mestalla

Copa del Rey, semifinale d'andata: Valencia avanti con Jonas, Puyol fissa il punteggio sull'1-1. Blaugrana spreconi, Diego Alves para un rigore al Pallone d'oro, Daniel Alves colpisce un palo. Francia: Marsiglia in finale di Coppa di Lega.

Errare è umano, dunque anche Lionel Messi fa parte della categoria, anche se spesso si direbbe il contrario. Al Mestalla, nell'andata della semifinale di Copa del Rey, il Pallone d'oro si fa parare da Diego Alves il rigore che avrebbe dato la vittoria (e una buona fetta di qualificazione) al Barcellona. Non è un inedito: in questa stagione, lo scorso 22 ottobre, un penalty fallito al Camp Nou condannò i blaugrana allo 0-0 col Siviglia. I guanti di Alves, peraltro uno dei migliori para-rigori in Europa, blindano così il pareggio per il Valencia, un 1-1 che comunque lascia il Barça nettamente favorito in vista della gara di ritorno, in programma mercoledì prossimo.

PALO DI ALVES — Se poi un altro Alves, ossia Daniel, spedisse il pallone in rete invece che sul palo, forse il Barcellona riuscirebbe a portare a casa il successo esterno nonostante la serataccia di Messi. In realtà, è tutto l'attacco dei campioni del mondo a non concretizzare le tante opportunità da gol create: più di Cuenca, spreca molto Sanchez, poco lucido davanti alla porta. Detto che le occasioni migliori capitano al Barça, va elogiato anche un Valencia che onora il suo ruolo di terza forza del calcio spagnolo. Lo fa con una partenza che mette in crisi la difesa catalana (al 18', Pinto andrebbe espulso per un tocco di mano fuori area in uscita) e con il gol dell'1-0 che Jonas insacca al 27', su "pase de la muerte" di Mathieu. Vantaggio che dura solo fino al 35', quando Thiago Alcantara disegna un corner per la testa di Puyol, che fa 1-1.

OSSO DURO
— Il Valencia, con la vivacità di Soldado e una discreta regia di Banega, tiene botta contro un avversario che, ai punti, meriterebbe comunque di vincere. E tiene fede a una tradizione favorevole maturata negli scontri diretti andata-e-ritorno col Barça: nelle ultime quattro doppie sfide, sono arrivati altrettanti successi dei bianchi (2 in Copa del Rey, uno in Champions League e uno in Supercopa). E la partita di Liga al Mestalla, in questo campionato, è coincisa con uno dei 10 pareggi stagionali del Barça. Insomma, un osso duro per i marziani di Guardiola.

Premier League: Arsenal inceppato a Bolton. Cisse e Taiwo super col Qpr

Si è completata la 23ª giornata di Premier League: i Gunners pareggiano 0-0 in trasferta, l'ex Lazio segna contro l'Aston Villa alla prima uscita con la nuova maglia, mentre il terzino sinistro ex Milan propizia un'autorete. Il Newcastle continua a stupire.

Dopo l’aggancio che ha illuminato le sfide di ieri, e con le due di Manchester in vetta alla classifica, si completa la 23esima giornata di Premier. È l’Arsenal l’unica grande, o presunta tale, a scendere in campo, e a farsi bloccare sullo 0-0 a Bolton.

VAN PERSIE C’È — I Gunners partono forte. È appena scoccato il 10' quando, nel giro di 30 secondi, il solito incontrollabile Van Persie va vicino al gol con un bel colpo di testa respinto sulla linea, e lancia Ramsey che non riesce però a trafiggere il portiere avversario. L’occasionissima ce l’ha poi Walcott, ma il nazionale inglese, lanciato da Oxlade-Chamberlain, riesce a centrare Bogdan in uscita. I Trotters non si limitano a guardare, e lo spilungone Ngog ha le sue belle chance. Se sulla prima ci arriva in qualche modo Szczesny, la seconda è sprecata dal francese, che non trova lo specchio della porta. Due legni negano la gioia del gol a RVP dopo la pausa. Al 62’, il suo tentativo di tap-in, sul pregevole cross di Sagna, s’infrange contro il montante alla sinistra di Bogdan. Ma il capolavoro l’olandese lo prova all’80’: il suo delizioso pallonetto non scende quando basta e trova solo la traversa. Entra anche Henry, ma nel finale è il Bolton ad andare più vicino al vantaggio con Mark Davies, fermato dall’uscita di Szczesny.

SUNDERLAND OTTAVO — Il Sunderland continua la sua irresistibile ascesa – 19 punti conquistati su 27 - da quando sulla sua panchina si è accomodato O’Neill. L’eroe della vittoria per 3-0 contro il Norwich è Campbell, che, alla sua prima da titolare dall’agosto 2010, infila un gol da urlo e offre un assist al bacio per l’incornata di Sessegnon. Il tris arriva su un cross di Bardsley, deviato nella propria rete da Ayala.

QPR PARI — I fuoriusciti dalla Serie A si fanno onore per il QPR nella trasferta sul campo del Villa. Cissè, che aveva già segnato al suo esordio con le maglie di Sunderland e Liverpool, battezza la sua prima in tenuta Rangers, infilando con un preciso diagonale la rete dell’1-0. Il milanista Taiwo non vuole essere da meno, e propizia il punto del 2-0 trovando l’incredibile deviazione del difensore Warnock sul suo cross dalla sinistra. I Villans agguantano però un punto in rimonta con le reti del bomber Bent, e con l’elegante semi-volèe di N’Zogbia.

NEWCASTLE OK — Negli altri due match, il Fulham si fa raggiungere a Craven Cottage sull’1-1 dal WBA dell’ex Hodgson. Alla conclusione incrociata dello statunitense Dempsey replica l’incursione di Tchoyi, entrato in campo da appena cinque minuti. Il Newcastle espugna il terreno del Blackburn Rovers grazie a uno sfortunato autogol di Dann, che devia alle spalle del proprio portiere il tiro di Ryan Taylor, e a una rete del francese Obertan.

Napoli, ecco la lista Champions

Ecco chi entra e chi esce:
Il Napoli ha comunicato la nuova lista Uefa per quanto concerne la Champions League. Vanno fuori Santana, Mascara e Fideleff mentre entrano Britos, Vargas e Lucarelli.

 






Di seguito la lista completa riportata sul sito ufficiale della S.S.C. Napoli:

Portieri:
Morgan De Sanctis                          
Roberto Colombo                          
Antonio Rosati                             

Difensori:
Salvatore Aronica                        
Hugo Armando Campagnaro         
Paolo Cannavaro                       
Federico Fernandez                 
Miguel Angel Britos                    
Gianluca Grava                             
Emanuele Allegra                         
Mario D'Urso                         

Centrocampisti:
Marco Donadel                      
Andrea Dossena                        
Blerim Dzemaili                          
Walter Gargano                            
Marek Hamsik                               
Gokhan Inler                               
Christian Maggio                           
Juan Camilo Zuniga                        
 
Attaccanti:
Edinson Cavani                             
Ezequiel Lavezzi                               
Cristiano Lucarelli                          
Goran Pandev                                  
Eduardo Vargas                              
Massimiliano Ammendola         


Napoli - Cesena: Le interviste

Pandev: "Non capisco il fischio di Banti sul mio gol, c'è amarezza per non aver vinto"
Goran Pandev commenta a Radio Marte la gara contro il Cesena:

"Peccato per il gol, era regolare. Non siamo riusciti a sbloccare subito la gara e siamo andati in difficoltà. Non so cosa abbia fischiato l'arbitro, il gol era importante per la squadra non tanto per me. Bisognava vincere, sono dispiaciuto".

 


 Mazzarri a Premium: "Alla fine il gol l'abbiamo fatto, era regolare. Non possiamo più tacere"
Walter Mazzarri, tecnico del Napoli, intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium, ha rilasciato alcune dichiarazioni nell'immediato post-partita. Ecco quanto evidenziato: "Una partita di calcio è composta da tanti fattori, ma anche gli arbitri incidono. Abbiamo creato tanti presupposti per andare in rete. Nella ripresa il Cesena è rimasto schiacciato nella propria area di rigore. E' un peccato aver raccolto solo un punto. Ognuno si assume le sue responsabilità, però i direttori di gara dovranno starci più attenti. Ho parlato in privato con Maggio. Mi ha dato conferma che non ha toccato palla col braccio. Se anche l'avesse toccata, non sarebbe stato volontario data la spinta su Christian. Quanto a prestazione, non posso dire nulla ai giocatori. Ci è mancato solo il gol, che alla fine è arrivato, ma che l'arbitro ci ha negato. A Siena è successa la stessa cosa. Potevamo usufruire di due rigori netti che non ci sono stati concessi. Non possiamo più tacere. E' ingiusto vedere il Napoli penalizzato di tutti questi punti"
Sembra che i giocatori si sgonfino con le piccole: "L'anno scorso abbiamo vinto partite, come quella col Lecce con eurogol di Cavani all'ultimo minuto, meritando molto meno di stasera. Non mi sembra che le modalità di gioco rispetto ad una stagione fa siano tanto differenti"
Quando c'è da ripetersi diventa tutto più difficile: "Non possiamo estrapolare i risultati in campionato senza tener presente di essere in corsa per altre due competizioni. E' normale perdere qualche punto"
Non è stata una giornata positiva per Banti. Così come non ha fischiato a favore del Napoli, ha trascurato una tacchettata di Inler sferrata sulla coscia di Rennella: "Son tante le cose che non sono state viste".

De Laurentiis a Premium: "Banti sembrava ce l'avesse con noi"
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della gara. Ecco quanto evidenziato: "Banti stasera l'ha fatta veramente grossa. Sembrava quasi che l'arbitro ce l'avesse con il Napoli. Se in Champions e in Europa League viene designata una classe arbitrale a 6 elementi, non vedo perchè la cosa non debba essere estesa anche al campionato italiano. Non mi piace vedere chiunque venire a Napoli a fare il primo della classe. Vorrei almeno che gli arbitri avessero il coraggio di metterci la faccia intervenendo ai vostri microfoni".
Sul possibile rinvio di Milan-Napoli: "Le condizioni atmosferiche sono quelle che sono. Non siamo abituati a certe temperature. La situazione metereologica è veramente grave. Spedire in campo squadre con 15 gradi sotto zero è da folli"
Potrebbe essere la Coppa Italia la chiave di volta per l'Europa?: "Tutto è possibile in un campionato dove ci sono tre punti in palio. Stasera ho già notato un approccio positivo da parte di Vargas. I progressi ci sono stati e continueranno a vedersi nel tempo".

De Sanctis: 'Rinvio Milan-Napoli? Noi calciatori vorremmo giocare ad agosto, ma la Coppa Cioccolato e il Trofeo Marmellata portano soldi'.
Morgan De Sanctis, portiere del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine": "Purtroppo non siamo riusciti a sbloccare il match. Il Cesena si e' chiuso. Il fuorigioco non c'era nell'arrembaggio finale. E' un risultato che ci lascia con l'amaro in bocca. Volevamo raccogliere 12 punti dal Palermo in poi, ma ne abbiamo raccolti solo 6 e la classifica si fa poco brillante. Un guardalinee puo' sbagliare un fuorigioco, ma 5 ammonizioni mi sembrano troppe perche' il Napoli non ha fatto una partita cattiva.
So bene che i tifosi non sono contenti. Daremo tutto in Coppa Italia e contro il Chelsea in Champions. Milan-Napoli da rinvio Sono consigliere dell'Aic. Nessun calciatore di serie A ha piacere di giocare con condizioni ambientali sfavorevoli. I giocatori vorrebbero giocare ad agosto, piuttosto che giocare la Coppa Cioccolato o il Trofeo Marmellata. Allenandoci anche a luglio, potremmo scendere in campo ad agosto, ma so che non si fa perche' la Coppa Cioccolato e il Trofeo Marmellata portano soldi alle squadre forti.
E' una questione di ordine pubblico, la gente con le strade gelate dopo la partita deve tornare a casa. Milan-Napoli E' un discorso di prevenzione, possono decidere Questura e Prefettura in anticipo. Si e' discusso tanto del rinvio di Napoli-Juventus, quando la decisione del Prefetto fu giustissimo. Serve buon senso da parte delle istituzioni. Britos E' stato davvero positivo, abbiamo puntato su di lui in estate e merita fiducia".

Napoli-Cesena, le pagelle: super Pandev si inchina solo ad un mediocre Banti

De Sanctis 6 - Non è chiamato a grossi interventi. E' poco più di uno spettatore.
 
Campagnaro 5,5 - Non sempre impeccabile, alla fine limita i danni ma rischia su un pallone che protegge male e su cui deve chiudere De Sanctis. Nel finale mette diversi palloni interessanti al centro.
 
Aronica 6 - Inizio un pò incerto ma poi si riprende con personalità giocando sistematicamente da ultimo uomo. Spesso fa partire l'azione da dietro.
 
Britos 6 - Non commette sbavature, spesso in anticipo. Prezioso sulle palla alte (dal 18'st Zuniga 5,5 -  Riesce a superare l'uomo ma è irritante nei suggerimenti al centro)
 
Maggio 6 - Spinge con continuità, ma sbatte sul muro della corsia mancina dei bianconeri.
 
Gargano 6 - Ancora tra i più positivi del Napoli. Tanto dinamismo e accompagna bene l'azione.
 
Inler 5 - Altra prestazione deludente. Sbaglia diversi suggerimenti e non sembra lucido in fase di copertura. (dal 1'st Hamsik 6 - Riesce a dare maggiore qualità alla manovra offensiva e nel lancio degli esterni)
 
Dossena 5,5 - Spinge con continuità, tanti i palloni messi in mezzo (senza troppa precisione) ma la difesa bianconera non concede nulla. (dal 25'st Vargas 6 - Ha un buon impatto. Si fa notare con una bella serpentina)
 
Dzemaili 6 - Perde qualche pallone di troppo ma in diverse circostanze riesce a cambiare passo tra le linee. Si adatta in un ruolo che non gli appartiene.
 
Pandev 7 - E' il più pericoloso del Napoli. Ci prova due volte nel primo tempo senza precisione, nella ripresa Antonioli gli nega il gol vittoria che poi arriva nel finale ma viene annullato ingiustamente.
 
Cavani 6 - Gioca per la squadra sacrificandosi molto. E' presente in area di rigore. Nel primo tempo viene fermato davanti ad Antonioli da un fuorigioco inesistente. Nel secondo tempo colpisce il palo.
 
Mazzarri 6 - Poco da dire al tecnico partenopeo questa sera. Il Napoli ci prova fino al 94', con quattro punte e due esterni d'attacco. Trova anche il gol, ingiustamente annullato, e la squadra non si innervosisce per la direzione arbitrale dimostrando una certa maturità.

Napoli sfortunato e penalizzato, il Cesena strappa il pari al San Paolo: regolare il gol di Pandev, inesistente il fuorigioco di Cavani

Altro deludente pareggio interno per il Napoli. La squadra di Mazzarri, però, questa volta ha molto di cui lamentarsi per l'arbitraggio di Banti di Livorno. Dopo un primo tempo abbastanza deludente, infatti, nella ripresa con l'ingresso di Hamsik gli azzurri trovano il modo per rendersi pericolosi nonostante un avversario completamente racchiuso nella propria trequarti campo ma vengono fermati in più di un'occasione da uno strepitoso Antonioli, poi dal palo e, infine, da un gol ingiustamente annullato in pieno recupero.
Mazzarri opera un turn-over ridotto concedendo riposo ad Hamsik e Cannavaro mentre l'assenza di Lavezzi è forzata a causa della squalifica. In difesa Aronica al centro con Campagnaro sul centro-destra e Britos sul centro-sinistra. In mezzo al campo Gargano e Inler con Maggio a destra e Dossena a sinistra. In attacco Dzemaili in versione trequartista nel tridente con Pandev e Cavani. Anche Arrigoni si presenta al San Paolo con uno speculare 3-5-2 con Moras, Von Bergen e Rodriguez al centro della retroguardia che passa sistematicamente a cinque con la copertura di Comotto e Pudil sugli esterni. A centrocampo Martinho, Colucci e Parolo mentre in attacco Rennella e Malonga.
La squadra di Mazzarri parte molto bene con Cavani che dopo pochi secondi viene fermato, nel momento di involarsi verso Antonioli, per un fuorigioco che in realtà non c'è. Passano tre minuti ed è ancora Cavani a rendersi pericoloso ma Antonioli rimedia ad un suo stesso errore. Con il passare dei minuti i bianconeri prendono le misure, coprendosi con quasi tutti gli effettivi, mentre in fase offensiva non creano problemi diverse conclusioni senza troppe pretese. Al 23' Pandev ci prova dal limite, su suggerimento di Dzemaili, ma la palla termina fuori e alla mezz'ora il macedone ci riprova ma Antonioli allontana. Il finale di tempo accentua la difficoltà dei partenopei nel trovare il varco giusto contro una squadra sempre più schiacciata nella propria area di rigore.
Nella ripresa si vede tutto un altro Napoli con l'inserimento di un giocatore di qualità come Hamsik al posto di uno spento Inler. La squadra di Mazzarri aumenta la pressione e il Cesena sembra non riuscire a tenere in difesa con la stessa solidità dei primi quarantacinque minuti. Al 57' la pressione porta i partenopei a sfiorare soltanto il gol con Cavani che di testa manda sul palo. Mazzarri tenta il tutto per tutto inserendo Zuniga per Britos, con il passaggio della difesa a quattro con due esterni di grande spinta. La difesa ospite si salva sui tanti palloni messi in mezzo dagli esterni e negli ultimi venti minuti viene lanciato nella mischia Vargas al posto di Dossena. Il Napoli si espone al contropiede ma Malonga e Rennella vengono controllati da Aronica, spesso ultimo uomo di una squadra molto sbilanciata. All'80' Pandev sfiora nuovamente il gol: bella girata del macedone, su cross di Hamsik, ma Antonioli si allunga e salva il risultato. A tre dalla fine del tempo regolamentare altra occasione clamorosa per il Napoli con Comotto che salva sulla linea un colpo di testa di Cavani. In pieno recupero l'espidio che fa esplodere il San Paolo: Pandev sfrutta la sponda di Maggio per poi battere Antonioli ma l'arbitro ferma tutto ma la posizione è regolare e il tocco di Maggio è nettamente di petto.

Serie A: Le interviste

Luis Enrique: Roma così no. Non si va da nessuna parte.

Il tecnico giallorosso: «Sono molto deluso non ha funzionato quasi niente. Magari per venti minuti eravamo incredibilmente superiori all'avversario e i venti minuti dopo incredibilmente inferiori: vogliamo essere continui in campionato, ma è difficile se non lo siamo nemmeno in un'unica partita».

ROMA - «Così non si va da nessuna parte». Non nasconde l'amarezza il tecnico della Roma, Luis Enrique dopo il 4-2 subito a Cagliari. «Sono molto deluso - dice lo spagnolo ai microfoni di Mediaset Premium -, non ha funzionato quasi niente. Magari per venti minuti eravamo incredibilmente superiori all'avversario e i venti minuti dopo incredibilmente inferiori: vogliamo essere continui in campionato, ma è difficile se non lo siamo nemmeno in un'unica partita. Ci vuole più cattiveria, abbiamo avuto il triplo di palle gol del Cagliari, dobbiamo migliorare: oggi si è vista la migliore e la peggiore Roma, ma così non si fa una squadra grande e io sono il primo a dispiacersi. Non c'è problema psicologico, il problema è tattico: vedremo se riuscirò a migliorarli». Triste, molto triste Luis Enrique. Un passo indietro? Lunga pausa prima della risposta: «Una partita brutta - ha detto - stranissima. Spesso siamo stati chiaramente superiori, a volte molto distratti: così non si va da nessuna parte. Ma continueremo». Mercato di gennaio?: «La società - ha detto - fa il possibile, quello che è successo oggi è mia responsabilità». E si è sentita molto la mancanza di De Rossi: «Sarebbe molto facile parlare solo di un giocatore - ha detto - è un problema della squadra, da risolvere. Altrimenti non si va da nessuna parte». Autocritico capitan Totti: «Errori in difesa? Vedremo. Ma si sbaglia tutti insieme, e se abbiamo preso gol da evitare è colpa di noi che lì davanti non abbiamo dato il cento per cento. Dobbiamo pressare. Ora pensiamo a rialzarci con l'Inter». Insomma faccia davvero triste quella di Luis Enrique davanti ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta della Roma a Cagliari: «È stata una partita strana. Abbiamo subito preso gol, ma poi abbiamo reagito - ha detto il tecnico spagnolo -. Non serve dare la colpa alla difesa. Il primo colpevole è l'allenatore e poi tutti e 11 i giocatori in campo. Non si tratta di fare un passo indietro o avanti. La questione - ha proseguito Luis Enrique - è che la squadra gioca bene per 20 minuti e i successivi 20 gioca in modo orribile. Sono davvero molto deluso».

LA GIOIA DI CELLINO E BALLARDINI - Luis Enrique striglia la sua Roma, confessando tutta la sua delusione: «Così non si va lontano». Cellino è invece ultrafelice dopo la vittoria con i giallorossi: «Gli abbiamo fatto il pelo e il contropelo». Poi la solita nota dolente del Sant'Elia: «Scusate per lo stadio». Raggiante anche Ballardini dopo il 4 a 2 rifilato alla Roma. Tanta sofferenza, poi il gol di Ekdal che ha chiuso la gara: «Ci sta che in partite come queste si soffra - ha detto il mister dei rossoblù - la bravura della squadra si è accompagnata a grandi prestazioni individuali». E soprattutto è esploso Thiago Ribeiro: «A Milano aveva fatto molto male, ma in allenamento non è mai mancato, ha grande attenzione e volontà. Questo è il premio per tutto quello che ha fatto. Ho parlato con lui lunedì e gli ho detto, sei intelligente, serio. Dimmi perchè non devi far bene. Lunedì ha confermato la sua voglia, martedì altrettanto. E io l'ho fatto giocare». Cossu ammonito per aver esultato dopo il gol entrando in campo dalla panchina (era stato da poco sostituito): salterà la gara col Novara. «Non l'ho capito - risponde secco il mister - è inspiegabile».






Allegri: «Brutto Milan, la sconfitta ci farà bene»
Il tecnico rossonero: «Il campionato è ancora lungo, nessun via libera alla Juve»
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ROMA - "Abbiamo giocato una brutta partita, ma il campionato è ancora lungo, nessun via libera alla Juve". Massimiliano Allegri è sincero, dopo il ko in casa della Lazio. "Ma sono sicuro - ha aggiunto a Sky il tecnico rossonero - che queste sconfitta ci farà bene. Nelle ultime partite anche quando abbiamo vinto non sempre abbiamo fatto il meglio. Ripeto, ci servirà".


Reja: Lazio monumentale. Hernanes: Vittoria decisiva
Il tecnico biancoceleste: «Non siamo Klose-dipendenti e oggi l'abbiamo dimostrato. I ragazzi meritano questa prestazione. Il mercato? Non siamo riusciti a centrare gli obiettivi prefissi e questo certamente è un peccato. Era l'annata da poter sfruttare per giocare nelle posizione di vertice»
ROMA - «Stasera bisogna fare un monumento a questo Lazio. Bisogna fare i complimenti a questi ragazzi per l'impegno che ci hanno messo e ci stanno mettendo. Questo successo dimostra che non siamo Klose-dipendenti». Queste le parole di un Edy Reja felice ma ancora rammaricato per l'andamento negativo sul mercato: «Il mercato? Non siamo riusciti a centrare gli obiettivi prefissi e questo certamente è un peccato. Amarezza con Tare? Un po' d'amarezza c'è stata per come si è svolto il mercato perché era l'annata da poter sfruttare per giocare nelle posizioni di vertice».

LA PARTITA - «Dovevamo chiudere bene gli spazi al Milan che è bravo a far inserire i centrocampisti. Abbiamo giocato una buona gara concedendo poco in difesa. Sono molto soddisfatto dei ragazzi che in emergenza hanno mostrato una grande determinazione». Il tecnico della Lazio Edy Reja è ancora teso per "l'adrenalina da match" quando commenta il successo dei suoi sul Milan, dai microfoni di Sky. «Lulic e Gonzalez hanno dato moltissimo questa sera sia in fase offensiva sia in fase difensiva - sottolinea Reja -. Hanno fatto una gara perfetta raddoppiando anche in mezzo. Abbiamo voluto vincere questa gara, e siamo entrati in campo nella ripresa determinati per fare il risultato. Questo gruppo ha grande carattere e mentalità». Ma la Lazio quanto può andare avanti con l'emergenza in avanti?: «Abbiamo ceduto tanti giocatori in avanti e ora siamo un po' corti - risponde l'allenatore -. Purtroppo non siamo riusciti a centrare gli obiettivi che avevamo fissato. Però se i ragazzi giocheranno ancora così possiamo puntare a posizioni di vertice viste le difficoltà delle altre squadre, come Inter e Napoli. Anche in mezzo abbiamo un pò di carenza di uomini e dovrò inventarmi qualcosa»

LE PAROLE DI HERNANES - «Ci mancava questa vittoria, mi ricordo che avevamo fatto delle buone partite ma non era arrivato il risultato. È importante per noi e anche per me come singolo». Questo il commento a caldo di Hernanes, dai microfoni di Sky, sul successo della Lazio sul Milan. «Io sto ancora crescendo, sono molto felice e quando stai così le cose vanno bene - aggiunge il brasiliano -. Il merito è di tutta la squadra, è un lavoro collettivo». Sulla caviglia infortunata Hernanes dice che «fa un po' male. Vediamo, ma va meglio».

Serie A: Grande Lazio: ciao Milan. Roma ko, pari Inter e Napoli.

All'Olimpico Hernanes e Rocchi stendono i rossoneri. Il poker di Milito non basta a Ranieri, con il Palermo pirotecnico 4-4, Miccoli scatenato con una tripletta. Il Cagliari ne fa quattro ai giallorossi, a Udine Di Natale decisivo nel 2-1 al Lecce.
La Serie A, congelata e dimezzata, emette verdetti impietosi nelle cinque gare del turno infrasettimanale disputate. Il Milan cade all'Olimpico, dimostrando di soffrire gli scontri diretti con le big, e la Lazio firma un'impresa che mancava da 14 anni. A San Siro intanto Milito trascina l'Inter con uno storico poker che incredibilmente non basta a Ranieri per vincere: dall'altra parte infatti Miccoli replica con una tripletta che, aggiunta al gol di Mantovani, significa 4-4 e un pari a Milano che sa di vittoria per i rosanero. Pareggia anche il Napoli, che non riesce a superare le barricate del Cesena e recrimina per un gol annullato a Pandev nel finale. Va anche peggio alla Roma, che cade a Cagliari 4-2 e conclude la sua striscia positiva di sei giornate. Chi risorge è l'Udinese, che regola nel primo tempo il Lecce e, sempre con i gol decisivi di Di Natale, si avvicina a tre lunghezze dalla vetta del campionato.

LAZIO-MILAN 2-0 (76' Hernanes, 85' Rocchi)
Hernanes e Rocchi regalano alla Lazio un'impresa che non si materializzava all'Olimpico dal lontano 1998. Una serata straordinaria, attesa 14 anni dai tifosi biancocelesti, che dopo la grande delusione del calciomercato (con l'acquisto del solo Candreva) si regalano tre punti importantissimi nella corsa alla Champions League. Dopo un primo tempo molto tattico nella ripresa si alzano i ritmi e prima Hernanes con un bella girata di destro e poi Rocchi dopo uno scambio perfetto con Lulic trovano il varco giusto. L’Olimpico impazzisce, ma Il Milan non si abbatte e prova a reagire con il solito Ibrahimovic che però non trova la via della rete in un paio d’occasioni. Da segnalare sullo 0-0, ad inizio secondo tempo, un rigore dubbio non assegnato ai rossoneri per un fallo di mano di Dias (il tocco c'è, ma forse c'è un fuorigioco precedente segnalato dal guardalinee) e a metà secondo tempo un altro penalty, questa volta nell'area del Milan, non accordato da Damato a Radu (steso da Thiago Silva). Esordio sia per Candreva che per Maxi Lopez. Per la Lazio ora la Champions non è un miraggio mentre per il Milan c’è il rammarico di aver mancato il primo posto dopo il riposo forzato della Juve a Parma.

CAGLIARI-ROMA 4-2 (7' Thiago Ribeiro, 14' Juan, 35' Borini, 42' Pinilla, 49' Thiago Ribeiro, 92' Ekdal)
Tanto brutta da non sembrare vera. La Roma di Luis Enrique crolla 4-2 a Cagliari interrompendo una striscia di 4 vittorie e 2 pareggi. Sotto accusa soprattutto la difesa, colpevole di errori grossolani. Involuti nel gioco e sfortunati negli episodi, i giallorossi vanno sotto al primo tiro del Cagliari. Libero sulla trequarti, Thiago Ribeiro prende la mira e sorprende Stekelenburg. Dopo qualche minuto di confusione, la Roma trova il pari con un colpo di testa di Juan su calcio d’angolo. La squadra di Luis Enrique prende coraggio e al 34’ passa in vantaggio: errore di Agazzi su una punizione di Pjanic, Borini arriva in corsa e segna. Un altro errore difensivo, però, punisce i giallorossi. Pinilla anticipa Rosi e supera Stekelenburg in uscita. Nella ripresa la Roma attacca e il Cagliari segna. Al 4’ doppietta per Thiago Ribeiro, mentre nel finale Ekdal fissa il punteggio sul 4-2.

NAPOLI-CESENA 0-0
Non riesce a sbloccarsi il Napoli che non va oltre il pareggio in casa 0-0 con il Cesena. Per la squadra di Mazzarri tre punti nelle ultime quattro partite testimoniano un momento di difficoltà, soprattutto dal punto di vista dei risultati. Ci hanno provato in tutti i modi gli azzurri al San Paolo, ma dopo un primo tempo opaco con poche emozioni e con un paio di chances sprecate da Pandev, non ha dato frutti l'assedio nella ripresa con una squadra tutta votata all'attacco grazie all'inserimento di Hamsik al posto di Pandev. Cavani ha colpito un palo, Antonioli ha fatto due miracoli su Pandev e sul Matador, l'arbitro ha incredibilmente annullato un gol nel finale al macedone per un inesistente fuorigioco. Gli ingressi di Zuniga e Vargas non hanno aiutato a scardinare il fortino eretto dalla squadra di Arrigoni (espulso nel finale) che è uscita imbattuta da Fuorigrotta rischiando anche il colpaccio in contropiede nel finale con Rennella.

INTER-PALERMO 4-4 (17' Mantovani, 23' Milito, 53' Miccoli, 56' (rig.) e 62' Milito, 67' Miccoli, 69' Milito, 85' Miccoli)
Otto gol buoni, due annullati, un pareggio pirotecnico e due protagonisti assoluti: Inter e Palermo, su un San Siro innevato, pareggiano 4-4 una partita dalle mille emozioni ingigantita dal duello spettacolare tra i due bomber. Dopo l'1-1 del primo tempo una ripresa con sei gol, divisi equamente tra i due attaccanti. Di rapina, di rigore, di freddezza e di opportunismo il poker di Milito, giunto a quota 12 in classifica cannonieri al pari di Denis e Cavani: poker che non basta a Ranieri, che intanto cerca di riaccendere anche Sneijder dopo aver riattizzato la brace di gol del Principe, perché Miccoli si inventa due progressioni inarrestabili concluse in maniera chirurgica e spietata per strozzare l'urlo di gioia del Meazza. Da segnalare l'esordio di Palombo nei padroni di casa, sempre più lontani dalla testa della classifica, ora distante 8 lunghezze.

UDINESE-LECCE 2-1 (2' Pazienza, 27' Di Michele, 37' Di Natale)
L'Udinese batte 2-1 il Lecce in casa e si mantiene in terza posizione con 41 punti. I friulani sbloccano il match dopo due minuti: punizione di Di Natale dalla sinistra, in area Pazienza anticipa tutti e di testa beffa Benassi. Di Michele, però, riporta la gara in pari al 27' con un tiro potente da fuori area che sorprende Handanovic. L'Udinese non ci sta e con il solito Di Natale passa di nuovo in vantaggio al 37': contropiede di Floro Flores bravissimo ad alzare la testa e a pescare il bomber napoletano che conclude con un tiro preciso a fil di palo.

mercoledì 1 febbraio 2012

Pre-partita Napoli-Cesena: temperatura polare a Fuorigrotta, conferme su Dzemaili al posto di Hamsik

19.20 - Arrivano conferme sull'impiego di Blerim Dzemaili al posto di Marek Hamsik. Lo svizzero giocherà in posizione avanzata a supporto di Pandev e Cavani.
 
19.15 - Temperatura polare a Fuorigrotta. Gli spalti iniziano lentamente a riempirsi.
 
Così in campo: senza Cannavaro (fuori per infortunio) e Lavezzi (squalificato), il Napoli ritrova in casa il Cesena, già battutto in Coppa Italia. Mazzarri sembra intenzionato a schierare un 3-4-2-1 atipico, con Aronica possibile centrale di difesa qualora il posto del Capitano fosse preso non da Fernandez ma da Britos, che agirebbe da centro-sinistra Sul lato opposto, ballottaggio Grava-Campagnaro per permettere all'argentino di rifiatare e a 'Gravatar' d ritrovare il suo pubblico. A centrocampo c'è da sciogliere il nodo Gargano. Mazzarri, infatti, ha dichiarato di voler valutare un possibile turno di riposo per l'uruguaiano, ritenuto un punto cardine della mediana azzurra, ma la sensazione è che il Mota dovrebbe scendere in campo dal 1'. Con Maggio e Dossena che daranno spinta sugli esterni, il trio offensivo sarà composto da Dzemaili-Pandev-Cavani, Hamsik partirà dalla panchina.
Cesena − Arrigoni, orfano di Mutu e di un Iaquinta acquistato solo dopo la diramazione dei convocati, si affiderà al giovane Rennella e ad uno tra Malonga e Martinez, per un 3-5-2 compatto che tenterà di bloccare il Napoli sulle fasce. In difesa ci sarà l'ex Bologna Moras insieme allo svizzero von Bergen e al 'celeste' Rodriguez. Sul lato destro Comotto in ballottaggio con Ceccarelli, sull'out sinistro agirà il ceco Pudil. Al centro, Parolo, Guana e Martinho completeranno la linea mediana titolare, con Colucci che scalpiterà in panchina.

LE PROBABILI FORMAZIONI:
NAPOLI ( 3 - 4 - 2 - 1 ): De Sanctis; Grava (Campagnaro), Fernandez (Britos), Aronica; Maggio, Gargano, Inler, Dossena; Dzemaili, Pandev; Cavani. A disposizione: Rosati, Zuniga, Britos, Donadel, Hamsik, Cannavaro, Vargas. All: Mazzarri
CESENA ( 3 - 5 - 2 ): Antonioli; Moras, Von Bergen, Rodriguez; Comotto ( Ceccarelli), Martinho, Guana (Colucci), Parolo, Pudil; Malonga, Rennella. A disposizione: Ravaglia, Ceccarelli (Comotto), Rossi, Arrigoni, Colucci (Guana), Martinez, Lolli. All: Arrigoni.
ARBITRO: Banti di Livorno

Clima gelido in un San Paolo che Walter Mazzarri auspica caloroso sotto il profilo del tifo: "Chi ci vuole bene deve sostenerci", ha dichiarato il tecnico azzurro, tracciando le linee guida della partita. Deve essere la serata della svolta, tutti saranno chiamati ad una dimostrazione, pubblico compreso. Basta critiche dagli spalti nei confronti dei giocatori, fisiologicamente in calo in un momento delicato della stagione. Questo è il sunto del 'mazzarriano' pensiero. Sarà poi il campo a dirci se ci sarà o meno la tanto agognata risposta in termini di risulato. Un trend, quest'ultimo, in cui il Napoli deve decisamente migliorare.

La vergogna degli orrendi stadi italiani.

Parma, Italia, 31 gennaio 2012. Nevica. Ma va? La partita con la Juve non si gioca, come non si gioca a Modena e non si gioca a Genova per impraticabilità dei campi. Le polemiche fra emiliani e bianconeri per quanto è accaduto al Tardini sono sterili. Perchè non è questo il vero problema.

Juventus Stadium a parte, il vero problema sono gli orrendi, infrequentabili, fatiscenti impianti italiani a causa dei quali il nostro Paese ha perso la corsa all'Europeo 2012 e a quello 2016 e, se si continua di questo passo, bene che vada se ne riparla nel 2030.

Il vero problema è il Parlamento italiano: se ne frega del disegno di legge che consentirebbe di costruire nuovi stadi a costo zero per il contribuente. Il provvedimento è stato approvato da una delle due Camere, ma da tempo immemorabile dorme nell'altra, fra il menefreghismo dei partiti di ogni colore.

Il vero problema è la Lega di serie A che organizza un turno di campionato infrasettimanale in pieno inverno e per giunta in notturna dentro frigoriferi di cemento che ibernano il pugno di stoici pronti ad assiderarsi. Questo è delirio allo stato puro.

E gli interessi degli spettatori che vengono spennati  per essere presi per i fondelli? E l'incolumità dei medesimi spettatori e dei calciatori? E i problemi di viabilità che rendono proibitivo l'accesso allo stadio?

Ma è mai possibile che i giocatori debbano rischiare di spaccarsi le gambe perchè il calcio si è venduta l'anima alle tv e, in nome dei palinsesti, si deve giocare possibilmente in notturna, con la neve, il ghiaccio e gli orsi bianchi accanto al quarto uomo con il termometro sottozero?

Ma perchè i presidenti una volta per tutte non sollevano la questione stadi? E come mai il sindacato calciatori che ha inscenato la farsa dello sciopero alla prima giornata salvo recuperarla il 21 dicembre (in notturna!), non protesta finalmente per una causa seria?

Lo Juventus Stadium sabato scorso ha regolarmente ospitato la gara con l'Udinese grazie a 30 km di serpentine e ad una struttura modernissima ed efficiente. Lo Juventus Stadium ha portato i bianconeri nel futuro. Gli altri sono nel Medioevo. Ma l'importante è incassare i soldi delle tv. Tanto, in campo mica ci vanno i presidenti.

F1: Presentata la nuova McLaren Mp4-27

WOKING, 1 Febbraio - «Non è una vettura conservativa, non siamo stati prudenti e siamo alla ricerca delle prestazioni», ha detto Martin Whitmarsh, team principal della McLaren, a margine della presentazione della nuova e bellissima MP4/27. «Ci siamo posti alcuni obiettivi difficili che se saranno raggiunti ci consentiranno di poter lottare per il campionato. Non abbiamo ancora raggiunto questi obiettivi, ma è un lavoro che faremo nel corso dell'anno: non sapremo dove sarà questa vettura fino alla prima qualifica in Australia. Non si tratta solo di fare bene i test o la prima gara, è necessario migliorare la vettura in ogni singolo GP, se si vuole vincere il campionato. Fornire ai piloti una buona vettura fin dall'inizio della stagione è ottimo, l'anno scorso abbiamo faticato moltissimo, più di ogni altra squadra, per recuperare le prestazioni che non avevamo», ha spiegato il capo del team britannico, che sfida apertamente la Red Bull per il titolo.
 
APPROCCIO NON CONSERVATIVO – La McLaren comunque è consapevole che la lotta per il campionato sarà ardua, con Red Bull e Ferrari concorrenti agguerrite, che non resteranno a guardare. «Tutte le squadre svilupperanno le vetture, così non assicuro che la macchina presentata oggi sia identica a quella che sarà usata nella Q1 in Australia. Ci sarà grande evoluzione in alcune squadre. Non ci piace perdere o arrivare secondi e gli ultimi due anni i nostri piloti hanno avuto le loro frustrazioni, ma sono concorrenti feroci, vogliono battersi a vicenda e si spronano a vicenda, sono convinto che la loro determinazione ci aiuterà», ha detto Whitmarsh, sicuro di poter contare sulla fdame di vittorie di Button e Hamilton.

Hamilton punzecchia Massa:"Nuovi specchietti? Sarà felice"

Il britannico scherza in conferenza stampa e svela: "Ho messo da parte le mie insicurezze e voglio concentrarmi solo sulle corse. Voglio vincere tutti i Gran Premi e se la macchina è al livello che pensiamo ce la posso fare".

C'è una nuova McLaren, la Mp4-27 a dare l'assalto al Mondiale. Ma c'è anche un nuovo Lewis Hamilton. Più calmo, più rilassato, più pronto alla battuta. E non più in lotta con se stesso. Qualche esempio? "Massa sarà molto contento dei nuovi specchietti della McLaren - scherza il 27enne britannico -. Abbiamo cambiato gli specchietti e speriamo che vedrò un pò meglio rispetto allo scorso anno, Felipe sará molto contento di questo...". Oppure, sulla nuova norma che vieta ai piloti di cambiare più di una volta traiettoria: "Non credo che noi avremo problemi, ma di certo ne avrá Michael Schumacher...".

VACANZE INVERNALI — Il nuovo Hamilton è figlio di rigeneranti vacanze invernali: "E' stato un inverno fantastico - ha raccontato il campione del mondo 2008 durante la conferenza stampa di presentazione della nuova monoposto -: ho passato del tempo con gli amici e la famiglia e mi sono rilassato. La prima settimana non ho pensato a nulla, poi mi sono dedicato allo sci, a mangiare pancakes e a fare tutte quelle cose che durante la stagione non sono riuscito a fare. Poi mi sono allenato duramente e mi sono dedicato ad analizzare quelle cose che non stanno andando come dovrebbero nella mia vita personale e professionale. Ora mi sento più tranquillo mentalmente e alleggerito di alcuni pesi. E ho deciso di concentrarmi sulla cosa più importante: le corse".

OBIETTIVI — Hamilton per i bookmakers ha le stesse chance di vincere il Mondiale di Fernando Alonso, come secondo favorito dietro Sebastian Vettel: "Voglio vincere ogni corsa e penso di poterci riuscire se la macchina è al livello che pensiamo che sia. L'unico ostacolo che ci può essere è la tua mente che porta a galla le tue insicurezze. Ma è importante mettere da parte queste debolezze e penso di esserci riuscito. Mi sento più forte di qualche mese fa, più forte di quanto non sia mai stato. Il contratto? Sono certo che se ne parlerà molto, ma per il momento voglio concentrarmi solo sulle corse".

Messi: "Sogno l'Argentina e di ritirarmi con il Newell's"

Il fuoriclasse del Barça: "Prima di chiudere la carriera, voglio giocare con la maglia della squadra per cui ho sempre tifato da bambino", ha detto a Radio Metro.
Nostalgia di casa per Leo Messi, che ha detto che ci sarà l'Argentina in un suo, lontano, fururo da calciatore, prima della sua dorata pensione. Il fuoriclasse del Barcellona aveva più volte ribadito di voler terminare la carriera in patria, e ha confermato che la sua ultima maglia sarà quella del Newell's, che indossò da bambino prima di trasferirsi in Spagna. "Voglio ritirarmi nel Newell's. Di sicuro giocherò in Argentina prima di appendere le scarpette al chiodo, e il mio sogno è di farlo nella squadra per cui ho sempre tifato", ha dichiarato 'la Pulga' in un'intervista alla trasmissione Perros de la Calle di Radio Metro.

Eurolega: Milano congelata a Kazan, è quasi fuori dall'Eurolega.

L'EA7 demolita 59-44 in casa dell'Unics nella terza giornata della Top 16: con tre sconfitte in tre gare la qualificazione diventa un miraggio.
Non è matematico, ma quello di Milano all'Eurolega è quasi un addio. A Kazan, nella terza giornata delle Top 16 di Eurolega, è arrivata la terza sconfitta consecutiva per l'EA7, superata 59-44 dall'Unics padrone di casa. Con un record di 0-3 per passare il turno servirà un miracolo.

Kazan: Domercant 16, Samoylenko 12, Lyday 10
Milano: Melli 17, Nicholas 6, Fotsis 5

Eurolega: Top 16 terzo turno, Milano all'ultimo treno

L'Emporio Armani si gioca le residue chance di qualificazione nel match contro l'Unics. Non c'è Bremer, assente come Hairston. Domani Malaga-Siena e Cantù-Maccabi.

MILANO, 1 febbraio
– Dopo aver conquistato un posto nelle Top 16 di Eurolega in rimonta, vincendo le ultime due gare della prima fase, l'Emporio Armani è già costretta a rincorrere anche nella seconda fase. Tanto che l'odierno match a Kazan contro l'Unics (ore 17, diretta SportItalia2) è da considerare come l'ultimo treno per i quarti di finale. La sfida non è delle più semplici, visto che i russi sono imbattuti nella seconda fase, e sono reduci dall'impresa ad Atene contro il Panathinaikos. Oltretutto Milano - che affronta l'ex di turno Lynn Greer - è senza l'infortunato Malik Hairston e il nuovo arrivato JR Bremer, che in Eurolega potrà debuttare soltanto dal prossimo turno.

DOMANI – Il Montepaschi Siena sarà a Malaga per difendere l'imbattibilità nelle Top 16. Al Martin Carpena si giocherà alle 20.45 (diretta Sportitalia24) con Siena che cerca i punti per ipotecare il primo posto nel girone, che permetterebbe anche di evitare un quarto di finale contro il CSKA Mosca. Per Cantù, infine, ci sarà una sfida di enorme fascino contro il Maccabi (ore 20.30, diretta Sportitalia) dell'ex di turno Sofoklis Schortsianitis. A Desio, si affronteranno due squadre a quota 2 punti, entrambe sconfitte dal Barcellona, e la doppia sfida tra Bennet e Maccabi nel giro di sette giorni metterà in palio il secondo posto nel girone.

Serie B, Grosseto, torna Ugolotti Viviani esonerato

La decisione dopo la sconfitta di Verona. Il tecnico romano dirigerà oggi il primo allenamento.

GROSSETO - Il Grosseto, dopo la sconfitta a Verona, ha esonerato il tecnico Fabio Viviani, che era a sua volta subentrato a Giuseppe Giannini. Il presidente Piero Camilli ha affidato di nuovo la guida tecnica della squadra a Guido Ugolotti, primo allenatore della stagione ed esonerato per far posto a Giannini. Il tecnico romano dirigerà oggi il primo allenamento.

Calcio Estero: Motta: «Inter un privilegio ma era ora di cambiare»

Il centrocampista alla prima conferenza stampa da giocatore del Psg: «Ho vinto tanto a Milano, non ho mai avuto problemi e ringrazio tutti, in primo luogo il presidente Moratti».

PARIGI - "Mai avuto problemi con l'Inter. Quella di venire qui a Parigi è stata una scelta personale e professionale, ho sentito che era il momento di cambiare": lo ha detto Thiago Motta, neo-acquisto del Paris Saint-Germain, nella sua prima conferenza stampa in Francia, al fianco del direttore generale del club, Leonardo. "Giocare nell'Inter è un privilegio, non a tutti viene concesso - ha detto il centrocampista - ho vinto tanto a Milano, tante cose sono cambiate, anche gli allenatori, ma io ho sempre giocato, e quando giochi vuol dire che le cose vanno bene. Non ho mai avuto problemi all'Inter, e colgo anzi l'occasione per ringraziare tutti, in primo luogo il presidente che mi ha dato anche questa nuova opportunità".

NAZIONALE? AGLI EUROPEI VOGLIO ESSERCI
- Nazionale più difficile per Thiago Motta dopo il trasferimento da Milano a Parigi? "No - afferma il giocatore nella sua prima conferenza stampa parigina, al fianco del direttore generale del PSG, Leonardo - l'unica cosa importante è giocare, e giocare bene e sempre. L'allenatore della nazionale vede quando giochi e come stai in campo". "Voglio continuare a giocare bene - ha detto ancora l'ex interista - per esserci anche agli europei. La concorrenza è forte, molti sono i giocatori di alto livello nel mio ruolo in nazionale, ma farò del mio meglio per difendere la maglia azzurra".

Serie A: Spalti non sicuri, rinviata Atalanta - Genoa

Dopo più di un'ora è arrivata la decisione definitiva, Atalanta - Genoa viene rinviata per la poca sicurezza degli spalti atalantini.

BERGAMO - La comunicazione ufficiale è arrivata dallo speaker dello stadio di Bergamo che ha comunicato agli spettatori la decisione, presa dalle autorità per l'impossibilità di garantire la sicurezza di alcune zone dell'impianto, sempre più avvolte nella neve che continua a cadere copiosa sullo stadio. Il terreno di gioco, invece, era nelle condizioni per poter garantire la partita nonostante la neve.

LA DINAMICA - Le squadre si stavano riscaldando, il terreno era stato curato e protetto dalla neve fino all'ultimo, ma alcuni settori dell'impianto non erano, secondo le autorità competenti, completamente al sicuro viste le condizioni atmosferiche. Mentre centinaia di tifosi erano già presenti nello stadio. Dopo un primo stop, con arbitro e giocatori rientrati negli spogliatoi a mezz'ora dall'inizio del match, la decisione di far disputare la gara con un ritardo di un'ora sull'orario previsto, per poi tornare indietro e decidere per il rinvio definitivo.


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