mercoledì 25 gennaio 2012

Cinema: Ogni Maledetta Domenica, ve lo consiglio

Trama

Miami, Florida, gli Sharks sono squadra di football in crisi di risultati dopo la morte dell'anziano proprietario; allenata da Tony D'Amato, un coach vecchio stile, capace e stimato nell'ambiente, anche se spesso osteggiato dal famoso giornalista Jack Rose, ma che non gode più della fiducia della dirigenza, in particolare da parte della giovane presidente Christina Pagniacci, figlia del proprietario deceduto ed intenzionata a rinverdire i fasti ed i successi passati e per questo disposta anche a spostare la franchigia da Miami a Los Angeles.
A complicare le cose giungono anche l'infortunio del carismatico quarterback Cap Rooney, le precarie condizioni di salute del linebacker Luther 'Shark' Lavay, che il dottor Harvey Mandrake, medico della squadra ed uomo totalmente privo di scrupoli, si ostina a fare giocare a dispetto di una frattura al collo ed il carattere ribelle ed ostile alle regole dell'astro nascente Willie Beaman, sostituto di Cap e, nonostante il grande talento, inviso all'allenatore ed ai compagni di squadra.
Dopo aver mostrato il football americano nelle sue varie sfaccettature, dal rapporto tra i giocatori allo staff, dalla stampa all'atteggiamento dei politici, e mostrato la faccia nascosta dello sport americano, il film raggiunge il suo apice spettacolare con l'incontro di primo turno di play-off a Dallas contro la squadra locale, nel quale gli Sharks ottengono la vittoria negli ultimi secondi, anche grazie al mutato atteggiamento di Willie.
Nella conferenza stampa che chiude il film, dove l'allenatore si dispiace della finale persa contro San Francisco, tutte le divergenze interne che inquinavano l'atmosfera della squadra sembrano ormai appianate con la partenza di D'Amato, dall'anno successivo allenatore della nuova squadra degli Albuquerque Aztecs, ma a sorpresa egli annuncia che porterà con se Willie, il quale nel frattempo ha imparato a pensare prima alla squadra che a se stesso, suscitando la rabbia di Christina ed allo stesso tempo assicurandosi un probabile futuro vincente.

Casting 

Cinque Hall of Famer della NFL hanno fatto apparizioni come allenatori avversari. Bob St. Clair, con Minnesota, nella prima gara. Y.A. Tittle, per Chicago, nel secondo match. Dick Butkus, con California, nel road game. Warren Moon, con New York. E alla fine, Johnny Unitas con Dallas, in finale.


 Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, sino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E... possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso... certo che... ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l'età tante cose ci vengono tolte ma questo fa... fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d'errore è ridottissimo. Capitelo...
Mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un'esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò... o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?

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